E cosi’, dopo il lungo ed estenuate inverno olandese, ci troviamo, zaino in spalla & bianchi come latte, nel bellissimo gate Eindhoveniano sotto la scintillante scritta: Palma de Mallorca. Finalmente mare e sole, lasciandoci per un po’ la ben nota atmosfera del Nord Europa alle spalle.

‘Addio miei biondissimi amici nordici, non voglio vedervi per almeno una sett….. ‘

Detto fatto. Siamo in Spagna, ma sembra di essere in Germania. Anzi no, un misto tra Germania e Inghilterra. Wuster a colazione, il melodioso idioma teutonico nelle orecchie, pub inglesi ad ogni via. Non fosse per i 30 gradi e per il cielo che ti spacca gli occhi da quanto e’ azzurro parrebbe di essere in una normale via di Aachen.

E cosi’ affrontiamo questi pochi giorni tra sole, magiche calette rocciose e un piccolo esercito di biondissimi peperoni rossi, con ustioni sparse per il corpo che vanno dal terzo al quarto grado. -Ma e’ fisiologicamente possibile scottarsi il collo??- ci chiediamo.

Qui tedeschi e inglesi la fan da padrone: tutto e’ a loro misura.

La fan da padrone, si’, ma non possono ancora dormire sonni tranquilli.. Irriducibili nemici poco filo-nordici sono pronti ad agire nell’ ombra e rivendicare la LORO terra.

Sto parlando delle bizzose ed irritabili caprette che abitano l’isola, le vere detentrici del potere Mallorchino.

Un paio di episodi sono stati memorabili, uno a cui abbiamo assistito direttamente e uno raccontato da una coppia di ragazzi italiani conosciuti sotto un ombroso albero poco distante da una caletta.

Partiamo dal primo..

Un bel pomeriggio di sole decidiamo di dirigerci a Nord dell’isola, esattamente qui:

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Per arrivare a questa punta, la strada e’ impervia ed il panorama mozzafiato. Ci sono, quindi, alcuni punti dove e’ possibile lasciare la macchina per scattare una foto, o semplicemente godersi tanta bellezza. mallorca2

Mentre guidiamo su questa montagna, vedo un piccolo spazio dove parcheggiare la macchina per esplorare i dintorni. Dico:

‘Amo’ ma metti la macchina qui, che giriamo un po’ a piedi’

Alberto rallenta, e a quel punto ci si presenta davanti una scena bizzarra: un bell’imbusto di 1.95 metri, che batte le mani cercando di scacciare una capra. L’indomabile animale, dal canto suo, e’ piazzato con arroganza davanti alla sua macchina e non batte ciglio davanti a questo biondone che si muove scoordinatamente di fronte a lei.

In quel momento Alberto, con l’illuminata saggezza che lo contraddistingue, accelera e dice:

‘Ma figurati se parcheggiamo li’ in balia della capra, tiriam dritto’.

E cosi’, raggiungiamo il faro che si trova all’estremita’, visitiamo i dintorni, ci godiamo uno splendido tramonto sul mare. Decidiamo, quindi, di tornare indietro.. dopo un’oretta buona tra le alture mallorchine.

Guidando, torniamo al punto in cui avevamo avvistato quella strana lotta caprino-umana per la supremazia. Io e Alberto ci guardiamo capendoci al volo, dalla sua bocca fa appena in tempo a uscire un ‘ma pensa se..’. Ci giriamo di scatto. La scena questa volta e’ ancora piu’ surreale. La capra, piu’ fiera che mai, e’ ancora li’ parata davanti alla macchina.  E il nostro amico le e’ seduto di fianco. Rassegnato, si tiene la testa tra le mani. Un uomo tenuto in ostaggio da una CAPRA. Ridiamo fino alla fine della strada impervia. Secondo me sono ancora li’.

Il secondo episodio purtroppo non ci ha visti come testimoni diretti, ma e’ carino comunque.

La protagonista e’ una bella ragazza nordica, che si sta mangiando in santa pace il suo panino su un prato. Non sospettando di stare per diventare immeritata  vittima di una irascibile capra, la quale, in un impeto di irritazione, decide di darle una testata sulla schiena. I ragazzi che ce l’hanno raccontato ricordano il panino della sventurata volare in avanti, compiendo una perfetta traiettoria parabolica.

Quindi, se andate a Palma, tra un pub inglese e l’altro, siate particolarmente cauti con le capre: soprattutto se siete biondi.

 

Disclaimer: Non odio le persone bionde. E sapete perche’? Perche’ lo sono anche io 🙂 

 

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